Rivestimento pavimentale in resina epossidica.
By Decorative Concrete Kingdom – flickr.

Le resine epossidiche, conosciute anche come poliepossidi, sono materiali polimeri termoindurenti che si presentano sotto forma di epossidi, ossia eteri ciclici fatti di tre atomi di cui uno è l’ossigeno. La struttura forma dunque un anello a tre termini. “Epossido” o “resina epossidica” sono poi i nomi che vengono utilizzati per indicare i rivestimenti e gli adesivi che si applicano sulle superfici, come per esempio pareti o pavimenti.
Le resine epossidiche vengono di solito realizzate come adesivi per la casa o per rivestimenti di camere di negozi o attività dato che offre tutta una serie di vantaggi rispetto ai rivestimenti tradizionali. Innanzitutto il tempo di essiccazione è molto veloce e ciò giova molto in sede di messa in opera e quindi di costi per il cliente. Inoltre il colore ottenuto può vantare un chiarore molto naturale che risulta essere una delle cose più apprezzate. Infine il materiale è impermeabile e resistente all’acqua.
Una vasta gamma di resine epossidiche vengono prodotte a livello industriale. Le materie prime utilizzate sono ricavate in gran parte dalla lavorazione del petrolio mentre altre vengono prodotte da derivati vegetali.

Rivestimenti pavimentali fatti di resina epossidica vantano un eccellente resistenza chimica. Di solito i rivestimenti vengono posti su pavimenti di cemento e una combinazione del genere può durare una vita necessitando di poca manutenzione ma la resina Può essere posta anche su superfici quali perché, legno, metallo o quant’altro si adatti alla livellazione di un rivestimento del genere.
Il massetto epossidico viene inoltre utilizzato nelle fabbriche e nelle industrie perché si presta in maniera ideale al traffico di carrelli elevatori o comunque di veicoli industriali pesanti. Questi elementi, infatti, possono resistere a forti impatti a carichi dinamici molto pesanti.
Negli ultimi anni la resina epossidica è stata utilizzata anche come elemento decorativo per realizzare pavimenti autolivellanti con finiture lucide ed eventuali effetti in tre dimensioni. In particolare quest’ultima caratteristica, ossia la tridimensionalità, ottenuta tramite vari effetti e tecniche, si sta diffondendo a macchia d’olio tra chi sceglie di installare pavimenti autolivellanti in casa propria. Molto apprezzati sono gli effetti mare-oceano.

Molto apprezzati sono i pavimenti autolivellanti in resina epossidica presenti nelle case e negli appartamenti in quanto rappresentano una pavimentazione d’interno senza soluzione di continuità tra una camera all’altra e senza alcun tipo di scanalatura. Inoltre lo stesso materiale resinoso può vantare una vasta possibilità di scelta da parte delle cliente per quanto riguarda colorazione e vari effetti che molto spesso sono presenti già a catalogo.
Una delle cose che vengono di più apprezzate da parte delle persone che possono vantare nelle proprie case pavimenti autolivellanti in resina epossidica è quella relativa al camminare a piedi nudi in casa. Come accade per i parquet o per i pavimenti in laminato, anche le superfici in resina di solito offrono un ambiente caldo ed invitante molto diverso dalle anonime mattonelle o piastrelle, di solito molto fredde in quanto non riescono a conservare facilmente il calore.

Storia

I primi tentativi di preparare il resine dall’epicloridrina furono effettuati nel 1927 negli Stati Uniti. La prima sinterizzazione di resina epossidica a base di bisfenolo avvenne nel 1936 in Svizzera per opera di Pierre Castan. Ciba , un’impresa svizzera del settore, è diventata poi uno dei maggiori produttori di resina epossidica in tutto il mondo. Nel 1990 è stata poi venduta alla statunitense Huntsman Corporation.


Progetto in varie fasi di messa in opera di un rivestimento in resina epossidica.

By Decorative Concrete Kingdom – flickr.